Cosa fare per costruirsi un futuro nel mondo del design?

Quali sono i passi da fare per avere successo nel mondo del design? La questione non è necessariamente delle più semplici e personalmente riceviamo alcune centinaia di email all’anno da studenti e neo laureati che ci chiedono di poter fare un internship presso il nostro studio. Purtroppo non possiamo accontentare nessuno di loro perchè il nostro setup al momento non ci consente di prendere nessuno a bordo che non sia già un designer o uno sviluppatore rodato.

Nel frattempo però, il nostro direttore creativo Marc Schaller è stato intervistato sull’argomento dalla rivista Advanced Photoshop e, per quanto si riconosca la difficoltà di trovare una strada per tanti giovani talentuosi ed ambizioni, qualche dritta riesce a darla. Di sicuro ci vuole passione, ma soprattutto capacità di adattamento, questa è la filosofia vincente. Potete leggere l’intervista originale (in inglese) sulla rivista Advanced Photoshop.

Dieci cose che ho imparato (di Milton Glaser)

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese nel Luglio del 2011 per gentile concessione di Milton Glaser. Se volete potete leggere il saggio originale pubblicato sul loro sito.

Dieci cose che ho imparato Parte della discussione AIGA a Londra 22 novembre 2001

1. PUOI LAVORARE SOLO PER PERSONE CHE TI PIACCIONO

Questa è una regola curiosa e mi ci è voluto molto tempo per impararla, dato che in effetti all'inizio della mia carriera sentvo l'esatto contrario. La professionalità richiedeva che non ti piacesse particolarmente la gente per cui lavoravi o che almeno mantenessi con loro un rapporto a distanza, il che significava che non pranzassi mai con un cliente o che non lo vedessi mai in un contesto sociale. Poi qualche anno fa ho capito che era vero il contrario. Ho scoperto che tutto il lavoro fatto, che fosse anche stato significativo e rilevante, era venuto fuori da un rapporto affettivo con un cliente. E non sto parlando di professionalità, sto parlando di affetto vero e proprio. Sto parlando di condivisione di un terreno comune tra te ed il cliente. Che in realtà la vostra visione della vita è in qualche modo congruente con quella del cliente, altrimenti diventa una lotta aspra e senza speranza.

2. SE HAI UNA SCELTA NON AVERE MAI UN LAVORO

Una notte ero seduto in macchina fuori alla Columbia University, dove mia moglie Shirley studiava antropologia. Mentre ero in attesa stavo ascoltando la radio e sentito un intervistatore chiedere 'Ora che hai raggiunto i 75 anni, hai qualche consiglio per il nostro pubblico su come prepararsi per la vecchiaia?' Una voce irritata rispose 'Perché oggi come oggi tutti mi chiedono della vecchiaia?'. Ho riconosciuto la voce di John Cage. Sono sicuro che molti di voi sanno che era il compositore e filosofo che ha influenzato persone come Jasper Johns e Merce Cunningham e tutto il mondo della musica in generale. Lo conoscevo poco e ammiravo il contributo che aveva dato al nostro tempo. 'Sai, io lo so come prepararsi per la vecchiaia', disse. 'Non avere mai un lavoro, perché se hai un lavoro un giorno qualcuno te lo porterà via e allora sarai impreparato per la vecchiaia. Per me tutto è sempre stato lo stesso dall'età di 12 anni. Mi sveglio al mattino e cerco di capire come farò a mettere il pane sulla tavola. È lo stesso a 75 anni, mi sveglio ogni mattina e penso a come farò a mettere il pane sulla tavola. Sono estremamente ben preparato per la mia vecchiaia', concluse.

3. ALCUNE PERSONE SONO TOSSICHE, EVITALE

Questo è un corollario del punto numero uno. Negli anni sessanta c'era un uomo di nome Fritz Perls che era uno psicoterapeuta della Gestalt. La terapia della Gestalt deriva dalla storia dell'arte e propone che sia necessario comprendere il 'tutto' prima di poter capire i dettagli. Quello che si deve osservare è l'intera cultura, tutta la famiglia o la comunità, e così via. Perls ha immaginato che in tutte le relazioni le persone potessero essere tossiche o nutrienti le une per le altre. Non è necessariamente vero che la stessa persona sia in assoluto tossica o nutriente in ogni relazione, ma la combinazione di due persone in un rapporto produce conseguenze tossiche o nutrienti. E la cosa importante che posso dirvi è che c'è un test per determinare se qualcuno è tossico o nutriente per il vostro rapporto. Ecco la prova: avete trascorso del tempo con questa persona, siete andati a prendere un drink o a cena o ancora a vedere una partita. Non importa molto, ma alla fine di questo periodo osservate se siete più energici o meno. Se siete stanchi o euforici. Se siete più stanchi allora siete stati avvelenati. Se avete più energia allora siete stati nutriti. Il test è praticamente infallibile e vi suggerisco di usarlo per il resto della vostra vita.

4 LA PROFESSIONALITÀ NON BASTA (O IL BENE È NEMICO DELL'OTTIMO)

All'inizio della mia carriera volevo essere professionale, questa era la mia aspirazione completa nella fase giovanile della mia vita, perché i professionisti sembravano sapere tutto - per non parlare del fatto che venivano pagati per questo. Dopo aver lavorato per un pò, più tardi ho scoperto che la professionalità stessa era un limite. Dopo tutto, ciò che professionalità significa, nella maggior parte dei casi, è diminuzione dei rischi. Quindi, se si ha bisogno di far aggiustare la macchina, si va da un meccanico che sa come affrontare i problemi di trasmissione ogni volta nello stesso modo. Suppongo che se aveste bisogno di intervento chirurgico al cervello non vorreste che il medico si mettesse a sperimentare e ad inventare un nuovo modo di collegare le vostre terminazioni nervose. Per favore fallo nel modo in cui ha funzionato in passato! Purtroppo nel nostro campo, cosiddetto creativo - odio questa parola, perché è così spesso abusata e detesto anche il fatto che è usata come un sostantivo (potete immaginare di chiamare qualcuno un creativo?) - in ogni caso, quando fai qualcosa in maniera ricorrente per diminuire il rischio o lo fai nello stesso modo in cui l'hai fatto prima, risulta chiaro il motivo per cui la professionalità non basta. Dopo tutto, ciò che è richiesto nel nostro settore, più di ogni altra cosa, è la trasgressione continua. La professionalità non lo consente perchè la trasgressione deve includere l'ipotesi del fallimento e, se sei un professionali il tuo istinto non è quello di fallire, ma quello di replicare il successo. Quindi, la professionalità come aspirazione vita è un obiettivo limitato.

5 MENO NON È NECESSARIAMENTE MEGLIO (LESS IS NOT NECESSARILY MORE)

Come figlio del modernismo ho sentito questo mantra per tutta la vita. Less is more. Una mattina, al risveglio, ho capito che era un totale controsenso, è una proposizione assurda e anche piuttosto priva di significato. Ma suona molto bene, perché' contiene in sé un paradosso che resiste alla comprensione. Ma semplicemente non rende quando pensi alla storia del mondo. Se guardi un tappeto persiano non puoi dire che meno è meglio perché realizzi che ogni parte di quel tappeto, ogni cambiamento di colore, ogni cambiamento nella forma è assolutamente essenziale per il suo successo estetico. Non puoi dimostrarmi che un tappeto interamente blu è superiore. Lo stesso si può dire per il lavoro di Gaudi, le miniature persiane, l'Art Nuveau e tutto il resto. ho tuttavia un'alternativa alla proposizione che credo sia più' appropriata: "Abbastanza e' meglio".

6 NON C'È DA FIDARSI DELLO STILE

Penso che questa idea mi sia venuta quando stavo guardando una meravigliosa incisione di un toro fatta da Picasso. Era un'illustrazione per una storia di Balzac chiamata Il capolavoro nascosto. Sono certo che la conosciate tutti. È un toro espresso in dodici stili diversi, da una versione molto naturalistica ad un'astrazione assolutamente riduttiva formata da una singola linea. Ciò che risulta chiaro, guardando questa stampa, è che lo stile è irrilevante: ognuna di queste rappresentazioni, dall'astrazione estrema all'acuto naturalismo, è straordinaria a prescindere dallo stile. È assurdo essere fedeli ad uno stile, non merita la tua fedeltà. Devo dire che per vecchi professionisti del design questo è un problema, perché il settore è trainato da considerazioni economiche più di ogni altra cosa. Il cambiamento di stile è generalmente legato a cambiamenti economici, come tutti quelli che hanno letto Marx sanno. Subentra anche noia quando la gente vede la stessa cosa troppo spesso. Quindi, ogni dieci anni o giù di lì avviene un cambiamento stilistico e tutte le cose acquistano aspetti differenti. I caratteri tipografici vanno o passano di moda e il sistema visuale cambia un pò. Se lavori per lungo tempo come designer hai un problema essenziale di cosa fare. Voglio dire, dopo tutto hai sviluppato un vocabolario, una forma tua. È uno dei modi in cui ti distingui dai tuoi simili e stabilisci la tua identità nel campo. Come mantienere in piedi il sistema delle tue credenze e le tue preferenze diventa un esercizio di equilibrio. La domanda su se inseguire il cambiamento o mantenere la tua forma distintiva diventa complicata. Abbiamo tutti visto lavori di designer illustri che improvvisamente sembravano fuori moda o più precisamente appartenenti ad un altro momento storico e ci sono storie tristi come quella di Cassandre, probabilmente il più grande designer del ventesimo secolo, che alla fine della sua vita non riusciva a vivere del suo lavoro e si suicidò. Il punto è che tutti coloro che lavorano in questo campo per lungo tempo devono decidere come rispondere al cambiamento. Cosa si aspetta la gente che prima non voleva? E come rispondere a quel desiderio in un modo che non cambi il senso della tua integrità e del tuo scopo?

7 IL MODO IN CUI VIVI CAMBIA IL TUO CERVELLO

Il cervello è l'organo più reattivo del corpo umano. In realtà è l'organo più suscettibile al cambiamento e alla rigenerazione di tutti gli altri organi. Ho un amico, Gerald Edelman, che era un grande studioso del cervello e lui dice che l'analogia tra un computer e la materia grigia è patetica. Il cervello è più come un giardino che cresce costantemente, producendo semi e rigenerandosi di continuo. E lui ritiene che il cervello è suscettibile, in una maniera della quale non siamo del tutto consapevoli, a quasi tutte le esperienze e gli incontri che facciamo durante la nostra vita. Rimasi affascinato da una storia che lessi sul giornale alcuni anni fa sulla ricerca dell'orecchio assoluto. Un gruppo di scienziati aveva deciso che avrebbe scoperto perché certe persone hanno un orecchio assoluto. Si sa che certe persone sentono una nota con assoluta precisione e sono in grado di riprodurla esattamente alla tonalità giusta. Alcune persone hanno un'intonazione rilevante; l'intonazione perfetta è invece rara persino tra i musicisti. Gli scienziati avevano scoperto, non so come, che le persone con un orecchio assoluto avevano un cervello diverso. Alcuni lobi del cervello avevano subito un cambiamento o una deformazione sempre presenti in quelli con un'intonazione perfetta. Questo era di per sé già interessante. Ma poi scoprirono qualcosa di ancor più affascinante. Se prendevi un gruppo di bambini e gli insegnavi a suonare il violino all'età di 4 o 5 anni dopo un paio d'anni alcuni di loro sviluppavano un orecchio assoluto ed in tutti questi casi la struttura del loro cervello era cambiata. Beh, cosa può significare tutto questo per noi altri? Tendiamo a credere che il corpo influenzi la mente e la mente influenzi il corpo, anche se in genere non crediamo che tutto ciò che facciamo influenzi il nostro cervello. Io sono invece convinto che se qualcuno dovesse gridarmi qualcosa dall'altro lato della strada il mio cervello potrebbe esserne influenzato e la mia vita potrebbe cambiare. Ecco perchè nostra madre diceva sempre 'Non andartene in giro con quei bambini cattivi'. Mamma aveva ragione. Il pensiero cambia la nostra vita ed i nostri comportamenti. Credo anche che disegnare funzioni allo stesso modo. Sono un grande sostenitore del disegno, non necessariamente per diventare un illustratore, ma perché credo che disegnare modifichi il cervello nello stesso modo in cui cercare di riprodurre la nota giusta cambia il cervello di un violinista. Disegnare ti rende anche attento. Ti porta ad avere attenzione per ciò che stai guardando, cosa che non è poi così facile.

8 IL DUBBIO È MEGLIO DELLA CERTEZZA

Tutti parlano sempre della sicurezza nel credere in ciò che fai. Ricordo che una volta andai ad una lezione di Yoga in cui il maestro diceva che, da un punto vista spirituale, se credevi di aver raggiunto l'illuminazione avevi solo raggiunto la tua limitazione. Credo che sia anche vero da un punto di vista pratico. Credenze troppo radicate di ogni genere ci impediscono di essere aperti all'esperienza e questo è il motivo per cui considero discutibili tutte le posizioni ideologiche sostenute con eccessiva fermezza. Mi rende nervoso quando qualcuno crede troppo profondamente o semplicemente troppo. Credo che essere scettici e mettere in discussione tutte le credenze profonde è essenziale. Naturalmente dobbiamo conoscere la differenza tra lo scetticismo e il cinismo, perché il cinismo è tanto una restrizione della propria apertura al mondo quanto una fede appassionata. Sono come gemelli. E poi in un modo molto reale, risolvere qualsiasi problema è più importante che avere ragione. C'è un senso significativo di moralismo sia nel mondo dell'arte che del design. Forse si comincia a scuola. La scuola d'arte spesso inizia con il modello di Ayn Rand della personalità che resiste alle idee della cultura circostante. La teoria delle avanguardie è che da individuo si può trasformare il mondo, il che è vero fino ad un certo punto. Uno dei segni di un ego danneggiato è la certezza assoluta. Le scuole incoraggiano l'idea di non fare compromessi e difendere il vostro lavoro a tutti i costi. Bene, la questione a lavoro è tutta sulla natura del compromesso. Basta sapere cosa compromettere. Il cieco perseguimento dei propri fini che esclude la possibilità che altri possano avere ragione non tiene conto del fatto che nel design si ha sempre a che fare con una triade - il cliente, il pubblico e voi stessi. Idealmente, far vincere tutti attraverso un compromesso è auspicabile. Ma il moralismo è spesso il nemico. Moralismo e narcisismo in genere dipendono da qualche tipo di trauma infantile, ma questa non è la sede per questo approfondimento. È una cosa sempre difficile negli affari umani. Alcuni anni fa ho letto una cosa notevole riguardo all’amore, che vale anche per la natura dei rapporti di co-esistentza con gli altri. Era una citazione di Iris Murdoch nel suo necrologio. Recita: 'L'amore è la realizzazione estremamente difficile che qualcosa di altro da sé è reale.' Non è fantastico?! La migliore conoscenza sul tema dell'amore che si possa immaginare.

9 SULL'INVECCHIAMENTO.

L'anno scorso qualcuno mi ha dato un affascinante libro di Roger Rosenblatt chiamato 'Invecchiare con grazia': l’ho ricevuto per il mio compleanno. Non ho apprezzato il titolo al momento, ma contiene una serie di regole per invecchiare con grazia. La prima regola è la migliore. La regola numero uno è che 'non importa'. 'Non importa che cosa ne pensiate. Seguite questa regola e aggiungerà decenni alla vostra vita. Non importa se siete in ritardo o di anticipo, se siete qui o là, se l'avete detto o non l'avete detto, se siete intelligenti o se siete stupidi. Se un giorno i vostri capelli sono ingestibili o un altro giorno non li avete più, o se il vostro capo vi guarda storto o il vostro fidanzato o fidanzata vi guarda storto, o se siete è strabici. Se ottenete o non ottienete quella promozione, quel premio o quella casa - non importa'. Buon senso, finalmente. Un giorno ho sentito una barzelletta meravigliosa che sembrava legata alla regola numero 10. Un macellaio stava aprendo il suo negozio una mattina e, appena ebbe finito, un coniglio fece capolino dalla porta. Il macellaio lo guardò sorpreso quando il coniglio gli chiese 'Hai del cavolo?' Il macellaio disse 'Questo è un mercato della carne - vendiamo carne, non verdura'. Il coniglio andò via. Il giorno dopo, mentre il macellaio stava aprendo il negozio, ovviamente il coniglio fece di nuovo capolino e disse: 'Hai del cavolo?' Il macellaio, stavolta irritato, disse 'Senti, piccolo roditore, ti ho detto ieri che noi vendiamo carne, non vendiamo verdure e la prossima volta che vieni qui ti afferro per la gola e ti inchiodo quelle orecchie cadenti al pavimento'. Il coniglio sparì in tutta fretta e per una settimana non accadde nulla. Poi una mattina il coniglio fece capolino nel negozio e disse 'Hai dei chiodi?' Il macellaio disse 'No'. Il coniglio disse 'Ok. Hai del cavolo?'.

10 DIRE LA VERITÀ

La barzelletta del coniglio è rilevante perché mi venne in mente che cercare un cavolo in una macelleria potrebbe essere come cercare l'etica nel campo del design. Potrebbe non essere il luogo più ovvio per trovare ciascuna delle due cose. E 'interessante osservare che nel nuovo codice etico dell'AIGA c'è una quantità significativa di informazioni utili su quale sia un comportamento adeguato verso clienti e altri progettisti, ma non una parola sulla relazione di un progettista con il pubblico. Ci aspettiamo che un macellaio ci venda carne commestibile e che non contraffaccia le sue merci. Ricordo di aver letto che durante gli anni di Stalin in Russia, tutto ciò che era etichettato come carne di vitello era in realtà pollo. Non riesco a immaginare cosa fosse tutto ciò che aveva l’etichetta di pollo. Possiamo accettare certi tipi di false dichiarazioni, come mentire circa la quantità di grasso in un hamburger, ma se una volta un macellaio ci vende consapevolmente carne avariata noi andiamo altrove. Come designer, abbiamo meno responsabilità verso il nostro pubblico rispetto ad un macellaio? Chiunque sia interessato alla questione delle licenze nel nostro campo noterà che il motivo per cui le licenze sono state inventate è quello di proteggere il pubblico non progettisti o clienti. 'Non fare del male' è un monito per i medici che riguarda la loro relazione con i pazienti, non con i loro colleghi o le case farmaceutiche. Se avessimo delle licenze dire la verità potrebbe diventare la parte più centrale di quello che facciamo.

Riconoscimento globale per campagna no-profit

1Goal logo

Il lavoro svolto per l'associazione 1Goal (materiali stampati e animazioni) è stato mostrato alla Coppa del Mondo in Sud Africa e presentato ai leader mondiali intervenuti alla manifestazione. Siamo molto felici di aver contribuito attivamente alla costruzione di un'immagine globale per la Onlus fondata e diretta da Rania di Giordania.


Il packaging per Sugar Puffs riceve l'attenzione dalla stampa

Sugar Puffs special edition

Abbiamo recentemente curato il design di un'edizione limitata dei famosi cereali Sugar Puffs. A parte ri disegnare il mostro del miele, ci siamo anche guadagnati qualche titolo di giornale. A 'buon' rendere!


Campagna per la prevenzione dell'epatite C vince award

Siamo orgogliosi di aver creato l'identità e i materiali stampati per il vincitore della categoria Miglior campagna per i pazienti o il pubblico al Communiqué PR & Medical Education Awards.


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